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Recupero Filanda
Merloni a Soncino (Cremona) |
Il progetto si pone la finalità di valorizzare
come spazio urbano collettivo un’area che, pur rappresentando la memoria
storica della vita economica e sociale del Comune di Soncino, viene restituita
ad un uso quotidiano come polo di relazioni sociali e culturali e non solo
conservata come testimonianza storica di un passato inteso come romantica
suggestione del visitatore.
L’acqua è stata assunta come l’elemento denotante e vitalizzante il luogo
nelle sue prerogative:
• Funzionali il mulino
• Percettivo-ambientali fontane, vasche, giochi d’acqua
• Evocative del passato di Soncino il pozzo e la filanda
• Bioclimatiche sistemi di raffrescamento passivo
La volontà di rendere esplicito il sistema idrico, vera e propria anima della
filanda, ha determinato la scelta di sottolineare lo sviluppo sotterraneo
della roggia Mormora con un percorso di accesso e distribuzione che da Via
della Valle, con un sistema di rampe, ricucia i diversi livelli interni alla
corte.
In questa logica vanno letti il mantenimento delle vasche di decantazione, la
realizzazione di un pozzo che renda visibile lo scorrere della roggia, ed il
taglio sul prospetto di via della Valle in prossimità del vecchio mulino reso
in tal modo visibile dal percorso di ingresso.
Il taglio di una campata del fabbricato a Nord è funzionale inoltre, da un
lato, a creare un asse prospettico che guidi l’occhio all’interno della corte
ricalcando il percorso della roggia e dall’altro, ad individuare il nodo di
accesso alle principali funzioni che si affacciano sulla piazza interna. E’ in
questo punto, infatti, che si concentrano gli ingressi alla biblioteca, agli
uffici della pro-loco e del parco dell’Oglio, e, con un ponte che si affaccia
sul mulino, agli spazi espositivi e per la didattica.
L’adesione al programma funzionale del concorso ha determinato la scelta di
organizzare le attività del centro intorno alla piazza interna che ne diviene
il fulcro connettivo e visivo; si è così liberato questo spazio da tutti gli
edifici accessori e privilegiato il rapporto con l’intorno e soprattutto con
la Rocca che diviene fondale scenico della corte.
A tale scopo è stato sostituito l’edificio su Largo Salvini con un foyer
completamente vetrato che filtri senza nasconderla la Rocca medievale e
denunci all’esterno il nuovo centro di servizi.
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